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venerdì 3 giugno 2016

E tu...che genitore sei?

Tutti i genitori aspirano ad essere genitori perfetti o almeno degli ottimi genitori. E questo avviene anche quando si tratta di essere la mamma e il papà di un piccolo atleta.

La perfezione, si sa, non esiste, ma si può comunque lavorare sul dare sempre il meglio. Un buon punto di partenza per ottimizzare le abilità genitoriali è certamente quello di diventare consapevoli del tipo di genitore che si è e di quali sono i comportamenti e gli atteggiamenti che si mettono in atto più spesso.

Vi propongo quindi alcune tipologie di genitori che si vedono sugli spalti dei campi da calcio, delle palestre, delle piscine e via dicendo:

-    Genitore “allenatore”: segue sempre il figlio ad allenamenti e gare, tende a dare consigli tecnici, andando spesso in contrasto con ciò che dice l’allenatore;

-    Genitore “ex atleta”: paragona continuamente le sue prestazioni con quelle del figlio e riversa su di lui tutte le aspettative di quando faceva sport da giovane, ovviamente dando anche molti pareri tecnici;

-    Genitore “devoto”: non contesta mai ciò che dice l’allenatore (spesso ex atleta di alto livello), dimenticandosi talvolta di ascoltare le esigenze del figlio;

-    Genitore “ansioso”: ha una forte paura che il figlio si possa fare male durante l’attività sportiva e si agita molto non appena mostra il minimo dolore;

-    Genitore “ambivalente”: utilizza una comunicazione ambivalente e poco chiara nei confronti del piccolo atleta, per esempio a parole dice una cosa, mentre con i gesti e il comportamento ne dice un’altra, in questo modo toglie energie al figlio che si deve sforzare per comprendere il messaggio.

È chiaro che questi sono solo alcuni atteggiamenti, più che tipi di genitore in sé, e che nessuno è del tutto positivo o negativo. Possono essere utili però a comprendere che tipo di comportamenti e di modi di fare mettiamo in campo come genitori, al fine di migliorarci e, soprattutto, migliorare l’esperienza sportiva del nostro bambino. 

lunedì 4 aprile 2016

Una nuova cura per la depressione

Da sempre sappiamo che lo sport e la meditazione o il rilassamento hanno un forte impatto sulla nostra salute mentale; ma un nuovo studio mette insieme questi due elementi, nello specifico la corsa e la mindfulness.

I partecipanti allo studio erano 52, di cui 22 con diagnosi di depressione. Per otto settimane i volontari hanno meditato per 30 minuti e fatto esercizio fisico per altri 30 minuti due volte a settimana (quindi niente di assolutamente infattibile). Prima e dopo le otto settimane di training i ricercatori hanno testato le abilità di concentrazione dei partecipanti e il loro umore.

I risultati mostrano come nelle 22 persone con diagnosi di depressione i sintomi di tale disturbo sono stati ridotti del 40%, mentre nelle altre persone c’è stata una riduzione delle rimuginazioni, dell’ansia e, in generale, un aumento della motivazione.

Il dott. Aldemar, che ha condotto lo studio, sostiene che la combinazione di esercizio fisico e meditazione sembra funzionare in virtù del fatto che, se da un lato il movimento aiuta ad incrementare il numero di nuovi neuroni nel cervello (nello specifico nell’ippocampo), dall’altro la meditazione aiuta a tenere attive e funzionanti queste cellule.



Se già fai sport o attività fisica, ma non hai idea di come meditare o rilassarti, dai un’occhiata qui!


Bibliografia: Meditation and running: a treatment for depression