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venerdì 3 giugno 2016

E tu...che genitore sei?

Tutti i genitori aspirano ad essere genitori perfetti o almeno degli ottimi genitori. E questo avviene anche quando si tratta di essere la mamma e il papà di un piccolo atleta.

La perfezione, si sa, non esiste, ma si può comunque lavorare sul dare sempre il meglio. Un buon punto di partenza per ottimizzare le abilità genitoriali è certamente quello di diventare consapevoli del tipo di genitore che si è e di quali sono i comportamenti e gli atteggiamenti che si mettono in atto più spesso.

Vi propongo quindi alcune tipologie di genitori che si vedono sugli spalti dei campi da calcio, delle palestre, delle piscine e via dicendo:

-    Genitore “allenatore”: segue sempre il figlio ad allenamenti e gare, tende a dare consigli tecnici, andando spesso in contrasto con ciò che dice l’allenatore;

-    Genitore “ex atleta”: paragona continuamente le sue prestazioni con quelle del figlio e riversa su di lui tutte le aspettative di quando faceva sport da giovane, ovviamente dando anche molti pareri tecnici;

-    Genitore “devoto”: non contesta mai ciò che dice l’allenatore (spesso ex atleta di alto livello), dimenticandosi talvolta di ascoltare le esigenze del figlio;

-    Genitore “ansioso”: ha una forte paura che il figlio si possa fare male durante l’attività sportiva e si agita molto non appena mostra il minimo dolore;

-    Genitore “ambivalente”: utilizza una comunicazione ambivalente e poco chiara nei confronti del piccolo atleta, per esempio a parole dice una cosa, mentre con i gesti e il comportamento ne dice un’altra, in questo modo toglie energie al figlio che si deve sforzare per comprendere il messaggio.

È chiaro che questi sono solo alcuni atteggiamenti, più che tipi di genitore in sé, e che nessuno è del tutto positivo o negativo. Possono essere utili però a comprendere che tipo di comportamenti e di modi di fare mettiamo in campo come genitori, al fine di migliorarci e, soprattutto, migliorare l’esperienza sportiva del nostro bambino. 

sabato 21 novembre 2015

Incontro gratuito a Trento: QUANDO LO SPORT FA CRESCERE

Ben trovati lettori, come promesso le batterie sono state ricaricate e si riparte con tante novità e appuntamenti.

Primo fra tutti è un incontro informativo e di confronto dal titolo:

QUANDO LO SPORT FA CRESCERE: 
il ruolo del genitore e dell’allenatore

L’attività motoria, specie se regolata come nello sport, è un ottimo strumento per aiutare la persona a crescere, non solo nelle sue capacità di movimento fisico, ma anche e soprattutto nelle capacità di movimento psichico ed emotivo: fa apprendere abilità trasferibili dalla palestra o dal campo da gioco alla quotidianità.  Affinché l’ambiente sportivo diventi un contesto educativo è però necessario che sia ben gestito, con un progetto finalizzato all'educazione della persona oltre che ad apprendere le "regole del gioco". Allenatori e genitori, figure di riferimento per l’atleta, possono fare la differenza in questo importante processo a diventare "grandi"… Vediamo come!

L’incontro si terrà 
MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE ad ore 20.30 
presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro
Via Calepina, 1 - Trento

SIETE TUTTI INVITATI!

martedì 27 ottobre 2015

La carta dei doveri del genitore nello sport

Il Panathlon International è un’associazione con “finalità etiche e culturali che si propone di approfondire, divulgare e difendere i valori dello sport, inteso come strumento di formazione e di valorizzazione della persona e come veicolo di solidarietà tra gli uomini ed i popoli.”

È un’associazione internazionale fondata principalmente sul volontariato. Più di un anno fa ha redatto un documento in cui vengono elencati i doveri del genitore e, più in generale, di colui che si occupa a vario titolo del processo educativo-sportivo dei bambini e dei ragazzi.

Invito tutti coloro che hanno a che fare con i bambini e ragazzi nell’ambito sportivo a leggere questo breve elenco e a darne diffusione. Potete trovare la “Carta dei doveri del genitore nello sport” cliccando qui.

Per le Associazioni o le Società Sportive è anche possibile sottoscrivere la Carta, con l’impegno di darne ampia diffusione nei luoghi e nei modi che ritengono più consoni.

Cliccate qui per avere maggiori informazioni sulla Carta e sul Protocollo di Attuazione ideato dalla Segreteria Generale.

Foto: sito panathlon.net

lunedì 5 ottobre 2015

Trento si veste di...sport!

Un week end esplosivo quello che ci sarà a Trento sabato e domenica prossimi (10 e 11 ottobre). La città si riempirà di movimento, gioco, benessere e tante persone che hanno voglia di divertirsi e stare bene…con se stessi e con gli altri!

Trento Half Marathon - Edizione 2014
Il primo grande evento sarà il Trentino Running Festival, due giorni dedicati alla corsa, ma non solo. Questo progetto, infatti, nasce “dall’idea che lo sport possa essere fulcro che lega l’uomo, il benessere, il miglioramento dello stile di vita, la cultura e la sostenibilità ambientale”. Non solo sport inteso come attività agonistica, ma più come stile di vita basato sulla salute e sul benessereAll'interno del Festival ci saranno varie manifestazioni, fra cui:

-    Giro al Sas: gara internazionale alla sua 69^ edizione;
-    Giro al Sas Kids: comprende sia una gara non competitiva per i più piccoli, sia le gare valide per i campionati provinciali giovanili CSI;
-    Trento Half Marathon: mezza maratona riconosciuta dalla FIDAL e inserita nel calendario internazionale;
-    Happy Family Run: una 5km di corsa o camminata aperta a tutti.

A fare da contorno a tutto questo ci sarà un altro grande evento dedicato al fitness e al wellness, ovvero il Trentino Wellness Expo, “dove le discipline dello sport e l’armonia del fitness, si incontrano con la creatività dello spettacolo.” L’Expo si troverà in Piazza Fiera nelle giornate di venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 e darà l’opportunità a tutti di vedere da vicino il mondo del fitness, con stand espositivi, spettacoli, possibilità di provare nuove discipline sportive.

Quindi, anche se è solo lunedì, buon week end in movimento a tutti!!

Foto da: trentorunningfestival.it

mercoledì 22 luglio 2015

La giusta spinta!

Nell’articolo precedente abbiamo visto come le motivazioni all’attività sportiva variano in base all’età, in base a ciò che il bambino cerca nello sport e allo stadio di sviluppo in cui si trova.
Grazie ad una serie di ricerche (Cei, 2005) sono stati individuati i principali fattori motivazionali che spingono il giovane atleta all’attività sportiva:
-    Acquisizione di status: il desiderio di essere popolare, importante, di farsi notare degli altri;
-    Forma fisica e abilità: la voglia di sentirsi in forma, fisicamente attivo, acquisire e migliorare le proprie abilità, sfidare se stessi;
-    Squadra: il desiderio di far parte di un team, lo spirito di squadra, il desiderio di cooperazione e quello di vincere insieme alla squadra;
-    Rinforzi estrinseci: il sostegno proveniente da amici, genitori, il rapporto con l’allenatore;
-    Amici/divertimento: il desiderio di divertirsi, di trarre piacere dallo sport, di stare con gli amici, andare in trasferta;
-    Piacere per l’azione: il piacere dell’azione in sé, del mettersi alla prova, del fare quella specifica attività sportiva;
-    Consumare energia: il bisogno di scaricare il nervosismo, di entusiasmarsi.
Nei più giovani (fino agli 11 anni) prevale la dimensione affiliativa (desiderio di giocare con gli amici, di conoscerne di nuovi, di divertirsi), mentre nella fase successiva dai 12 ai 14 anni emerge il desiderio di entusiasmarsi e consumare energia. Solo dai 14 anni in poi emerge il bisogno di mantenersi in forma e migliorare le proprie abilità sportive.

“Conoscere quindi la spinta motivazionale che determina e mantiene il coinvolgimento sportivo degli atleti è molto complesso e i fattori che la determinano devono essere tenuti presenti nei programmi di allenamento giovanile per incentivare i giovani atleti alla pratica sportiva.”

mercoledì 15 luglio 2015

Faccio sport perché... Le motivazioni allo sport nelle varie fasce d'età

Negli ultimi tempi il fenomeno dell’abbandono nello sport giovanile è sempre più diffuso, a favore di una vita sedentaria colma di tecnologie e di social network.
In questo contesto è importante capire le ragioni che favoriscono il giovane a continuare ad allenarsi e mantenerle attive nel tempo, mentre spesso si pone maggiormente l’attenzione sull’individuare le motivazioni che spingono all’abbandono di uno sport.
Bambini di età diversa hanno esigenze e spinte motivazionali molto differenti ed è fondamentale che l’ambiente sportivo sia focalizzato sulla conoscenza ed il rispetto degli stadi di sviluppo.

5-10 anni: i bambini di quest’età si avvicinano allo sport per divertirsi, per scaricare energia, per sperimentare il proprio corpo e per trarre piacere dall’attività motoria attraverso il gioco. Non sono in grado di pensare a cose astratte, cercano ciò che è reale, concreto, senza fissarsi degli obiettivi futuri, ma cercando di essere felici nel presente. Fare richieste che non rispettano questa fase di sviluppo porta a delusioni e frustrazioni che il bambino non sa ancora gestire.

11-14 anni: inizia a crearsi il pensiero astratto e quindi la capacità di porsi degli obiettivi che vadano oltre il momento presente, c’è il desiderio di vedere fino a dove si può arrivare. Inoltre, al contrario del bambino piccolo, a quest’età si comincia a capire l’importanza della collaborazione con i compagni di squadra e della necessità di fare degli sforzi per migliorare.

15-20 anni: durante l’adolescenza si comincia ad instaurare il pensiero adulto, è il momento di transizione fra la dipendenza dai genitori e l’autonomia. In questo senso il gruppo sportivo favorisce nel giovane la socializzazione esterna alla famiglia e la formazione di una personalità propria dell’atleta.

Nel prossimo articolo approfondiremo i principali fattori motivazionali emersi da una serie di ricerche.

Per approfondire l'argomento "motivazione" suggerisco anche i seguenti articoli:




Foto: Google immagini

venerdì 10 luglio 2015

E i ragazzi..cosa pensano della preparazione mentale?

Poche sere fa ho avuto un incontro con un gruppo di ragazzi e di ragazze di 15-16 anni. Tutti pallavolisti che partecipano ad un camp estivo sulle splendide (lo so, sono di parte!) montagne trentine.

Dopo un breve gioco per rompere il ghiaccio, ho chiesto loro di scrivere su un bigliettino, che sarebbe rimasto anonimo, cosa veniva loro in mente se dicevo “preparazione mentale”: il primo pensiero o la prima immagine che passava per la testa. Vedendoli titubanti, ho aggiunto che ero sicura che non ci sarebbero state risposte sbagliate.

Vi riporto alcuni bigliettini:

“lavoro di squadra”, “gruppo unito”, “fare squadra

concentrazione, preparazione”, “concentrazione, motivazione

paura”, “non avere paura degli avversari”

pensiero e mente”, “pensieri sul 23 pari”

atteggiamento o mentalità vincente”

ansia

Nessuno dei biglietti aveva risposte errate e questo dimostra (non avevo dubbi) che anche i ragazzi molto giovani hanno ben chiaro che quale sia la parte mentale che entra in campo quando si fa uno sport. Inoltre tutti concordavano sull’importanza di saper gestire tutte queste variabili che partono dalla nostra testa e che influenzano il nostro corpo…se sono ansioso e mi trema la mano, probabilmente non farò una battuta perfetta!

È possibile, quindi, che siamo noi “non più giovani” a dare poca importanza a queste variabili? Ricordiamoci che come adulti (allenatori, genitori, insegnanti, dirigenti…) siamo dei modelli e ciò in cui crediamo sarà quello in cui crederanno i ragazzi che cresciamo.

martedì 9 giugno 2015

R..estate in movimento!

Finalmente è arrivato…l’ultimo giorno di scuola! Per bambini e ragazzi oggi è un giorno importante: l’inizio delle vacanze estive, momento di relax e di recupero delle energie. È il periodo in cui anche le stagioni sportive giungono al termine, gli allenamenti finiscono e, complice anche il caldo degli ultimi giorni, la tentazione di rimanere a “vegetare” sul divano è sempre più grande.

Non lasciamo però che i nostri figli perdano l’allenamento e l’entusiasmo che derivano dallo sport, cerchiamo di tenerli (e tenerci) attivi anche durante l’estate. Le attività che si possono svolgere sono numerosissime: una camminata in montagna, una giornata in piscina, un giro in bicicletta, una passeggiata lungomare, una partita a beach volley… e chi più ne ha più ne metta.

Ma, se tutto questo non dovesse bastarci, il Comune di Trento anche per quest’anno propone l’iniziativa “Sport nel verde”, che ha lo scopo di “valorizzare le strutture sportive presenti nei parchi e nei giardini della città grazie ad una serie di appuntamenti realizzati in collaborazione con le cooperative sociali, le associazioni sportive e di volontariato.”

Le attività proposte sono moltissime, per tutti i gusti e per tutte le età…non vi resta che scegliere quale vi piace di più!

Scoprite cliccando qui i calendari delle proposte!

martedì 1 aprile 2014

10 comandamenti per i genitori dei piccoli atleti


Entrando in una palestra, pochi giorni fa, ho notato un cartello sulla bacheca degli annunci; riportava queste dieci regolette* per i genitori degli atleti della palestra: 

  1. Non imporre le tue ambizioni a tuo figlio: ricorda che ogni bambino migliora e progredisce seguendo i suoi tempi, quindi non giudicare i progressi di tuo figlio confrontandolo con le prestazioni di altri atleti o con le tue aspettative.
  2. Sii di supporto a tuo figlio: c'è solo una domanda che devi porre a tuo figlio a fine allenamento o a fine gara: “Ti sei divertito?”; poiché se non si diverte non sarà motivato a partecipare.
  3. Non cercare di sostituire l'allenatore: il tuo lavoro è quello di dare amore incondizionato e supporto. Dì a tuo figlio quanto sei fiero di lui e lascia la parte tecnica all'allenatore.
  4. Dì solo cose positive durante le gare: devi essere incoraggiante e non criticare mai tuo figlio o il suo allenatore, perché entrambi sanno se e quando hanno commesso errori.
  5. Riconosci e rispetta le paure di tuo figlio: la prima gara può essere una situazione molto stressante ed è normale che il tuo bambino sia spaventato. Non sgridarlo e non sminuire i suoi sentimenti, assicuralo che l'allenatore non lo avrebbe fatto partecipare, se non lo ritenesse in grado. Ricordati anche che la maggior parte delle sue paure sono quelle che tu gli trasmetti.
  6. Non criticare gli accompagnatori: se non sei interessato o non hai il tempo per aiutare lo staff come volontario, non criticare chi sta facendo tutto il possibile per dare una mano.
  7. Stima l'allenatore di tuo figlio: il legame fra l'allenatore e l'atleta è speciale e contribuisce al successo e al divertimento del tuo bambino, quindi non criticare l'allenatore in sua presenza, perché lo ferirà.
  8. Sii leale e di supporto alla squadra: non è saggio continuare a spostare il bambino da una squadra all'altra, ogni team ha i suoi problemi, anche quelli in cui crescono campioni.
  9. Tuo figlio non deve avere come unico obiettivo quello di vincere: i campioni sono quelli che hanno saputo concentrarsi sull'allenamento, più che sul risultato. 
  10. Non aspettarti che tuo figlio diventi un atleta olimpico: pensa a quanti atleti che praticano lo sport di tuo figlio ci sono in Italia, e a quanti posti sono disponibili ogni 4 anni: le possibilità reali che tuo figlio diventi un atleta olimpico sono lo 0,00...%. Fare sport è molto più delle Olimpiadi, aiuta a crescere persone oneste e civili, proprio come tu vorresti tuo figlio, quindi sii contento anche solo del fatto che voglia cimentarsi nello sport.
E voi? Come vi comportate nei confronti del vostro piccolo atleta?
E gli allenatori, cosa ne pensano dell'atteggiamento dei genitori dei loro allievi?

*Liberamente tratto e tradotto da “10 commandments for swimming parentsdi Rose Snyder, Managing Director Coaching Division, USOC Former Director of Club Services, USA Swimming (a sua volta adattato da Ed Clendaniel's,”10 Commandments for Little League Parents”)

Immagine: Google immagini