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venerdì 3 giugno 2016

E tu...che genitore sei?

Tutti i genitori aspirano ad essere genitori perfetti o almeno degli ottimi genitori. E questo avviene anche quando si tratta di essere la mamma e il papà di un piccolo atleta.

La perfezione, si sa, non esiste, ma si può comunque lavorare sul dare sempre il meglio. Un buon punto di partenza per ottimizzare le abilità genitoriali è certamente quello di diventare consapevoli del tipo di genitore che si è e di quali sono i comportamenti e gli atteggiamenti che si mettono in atto più spesso.

Vi propongo quindi alcune tipologie di genitori che si vedono sugli spalti dei campi da calcio, delle palestre, delle piscine e via dicendo:

-    Genitore “allenatore”: segue sempre il figlio ad allenamenti e gare, tende a dare consigli tecnici, andando spesso in contrasto con ciò che dice l’allenatore;

-    Genitore “ex atleta”: paragona continuamente le sue prestazioni con quelle del figlio e riversa su di lui tutte le aspettative di quando faceva sport da giovane, ovviamente dando anche molti pareri tecnici;

-    Genitore “devoto”: non contesta mai ciò che dice l’allenatore (spesso ex atleta di alto livello), dimenticandosi talvolta di ascoltare le esigenze del figlio;

-    Genitore “ansioso”: ha una forte paura che il figlio si possa fare male durante l’attività sportiva e si agita molto non appena mostra il minimo dolore;

-    Genitore “ambivalente”: utilizza una comunicazione ambivalente e poco chiara nei confronti del piccolo atleta, per esempio a parole dice una cosa, mentre con i gesti e il comportamento ne dice un’altra, in questo modo toglie energie al figlio che si deve sforzare per comprendere il messaggio.

È chiaro che questi sono solo alcuni atteggiamenti, più che tipi di genitore in sé, e che nessuno è del tutto positivo o negativo. Possono essere utili però a comprendere che tipo di comportamenti e di modi di fare mettiamo in campo come genitori, al fine di migliorarci e, soprattutto, migliorare l’esperienza sportiva del nostro bambino. 

martedì 27 ottobre 2015

La carta dei doveri del genitore nello sport

Il Panathlon International è un’associazione con “finalità etiche e culturali che si propone di approfondire, divulgare e difendere i valori dello sport, inteso come strumento di formazione e di valorizzazione della persona e come veicolo di solidarietà tra gli uomini ed i popoli.”

È un’associazione internazionale fondata principalmente sul volontariato. Più di un anno fa ha redatto un documento in cui vengono elencati i doveri del genitore e, più in generale, di colui che si occupa a vario titolo del processo educativo-sportivo dei bambini e dei ragazzi.

Invito tutti coloro che hanno a che fare con i bambini e ragazzi nell’ambito sportivo a leggere questo breve elenco e a darne diffusione. Potete trovare la “Carta dei doveri del genitore nello sport” cliccando qui.

Per le Associazioni o le Società Sportive è anche possibile sottoscrivere la Carta, con l’impegno di darne ampia diffusione nei luoghi e nei modi che ritengono più consoni.

Cliccate qui per avere maggiori informazioni sulla Carta e sul Protocollo di Attuazione ideato dalla Segreteria Generale.

Foto: sito panathlon.net

martedì 20 ottobre 2015

Il miglio quotidiano

Ricorda una preghiera, ma in realtà “il miglio quotidiano” si riferisce ad una innovativa e, a mio parere, geniale iniziativa presa da una scuola scozzese nella città di Stirling.

Quando i bambini della St. Ninians primary school sentono le parole “daily mile” (il miglio quotidiano), appoggiano le penne, chiudono i quaderni ed escono in giardino per percorrere, a piedi o di corsa, un miglio (poco più di un chilometro e mezzo). Il segnale viene dato casualmente nell’arco della giornata e i bambini sembrano felici di poter “staccare” anche solo per pochi minuti. Solo il ghiaccio o una forte pioggia fermano il miglio quotidiano.

Da tre anni e mezzo gli alunni di questa scuola corrono o camminano per un miglio al giorno e questo, non solo permette a tutti di fare del movimento, ma ha migliorato la condotta e la concentrazione durante le lezioni. In un paese dove l'obesità infantile è in continua crescita, alla St. Ninians nessun bambino è in sovrappeso.

I benefici di tale abitudine per ora sono stati constatati solo dall’osservazione degli insegnanti, ma l’Università di Stirling ha avviato uno studio comparativo per mettere in evidenza i benefici fisici, cognitivi ed emozionali del “daily mile”.

E se fosse di portare questa abitudine nelle nostre scuole?

Articolo originale su: The Guardian

Foto: theguardian.com

martedì 13 ottobre 2015

Attività motoria e...disgrafia

Vorrei parlarvi oggi di un interessante e innovativo progetto di ricerca svolto presso l’Università degli Studi di Genova, che ha come scopo intervenire in maniera mirata, da un lato per il recupero dei disturbi della scrittura (disgrafia), dall’altro per cercare di prevenire l’insorgenza delle difficoltà che questi disturbi possono creare nei bambini che frequentano la scuola primaria. Si pensa che agire a livello motorio possa avere l’effetto di educare alla salute, agendo sull’individuo nella sua totalità e sviluppando insieme capacità fisiche, mentali e sociali.

Inoltre i bambini affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) confondono spesso la destra con la sinistra, hanno rigidità muscolare, scarsa coordinazione, tempi di esecuzione lunghi e difficoltà a mantenere la concentrazione.

Il lavoro principale svolto in questa ricerca consisteva nel far svolgere ai bambini (gruppo sperimentale) esercizi di attività motoria per potenziare le capacità di coordinazione generale, coordinazione oculo-manuale, lateralità (conoscenza dei lati destro e sinistro del corpo), percezione spazio-temporale e direzionalità (discriminazione laterale dello spazio).

I dati mostrano come il protocollo utilizzato nella ricerca aiuti a sviluppare capacità coordinative, come percezione spaziale, direzionalità e coordinazione oculo-manuale, permettendo ai bambini di migliorare rispetto ai coetanei che non hanno svolto lo stesso programma di lavoro (gruppo di controllo). Inoltre è stato visto come i bambini affetti da disgrafia siano migliorati notevolmente.

Questo studio ci aiuta, quindi, a capire come l’attività motoria (se pianificata e strutturata) possa essere di fondamentale importanza non solo nel favorire lo sviluppo psicofisico del bambino, ma anche nell’apportare benefici per gli alunni affetti da disgrafia.


Per una lettura completa della ricerca: “Disgrafia e attività motoria nell’età della scuola primaria” di D. Senarega, E. Restani, V. Palombo in Il Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, n.20, pagg.39-45

Foto: Google Immagini


lunedì 5 ottobre 2015

Trento si veste di...sport!

Un week end esplosivo quello che ci sarà a Trento sabato e domenica prossimi (10 e 11 ottobre). La città si riempirà di movimento, gioco, benessere e tante persone che hanno voglia di divertirsi e stare bene…con se stessi e con gli altri!

Trento Half Marathon - Edizione 2014
Il primo grande evento sarà il Trentino Running Festival, due giorni dedicati alla corsa, ma non solo. Questo progetto, infatti, nasce “dall’idea che lo sport possa essere fulcro che lega l’uomo, il benessere, il miglioramento dello stile di vita, la cultura e la sostenibilità ambientale”. Non solo sport inteso come attività agonistica, ma più come stile di vita basato sulla salute e sul benessereAll'interno del Festival ci saranno varie manifestazioni, fra cui:

-    Giro al Sas: gara internazionale alla sua 69^ edizione;
-    Giro al Sas Kids: comprende sia una gara non competitiva per i più piccoli, sia le gare valide per i campionati provinciali giovanili CSI;
-    Trento Half Marathon: mezza maratona riconosciuta dalla FIDAL e inserita nel calendario internazionale;
-    Happy Family Run: una 5km di corsa o camminata aperta a tutti.

A fare da contorno a tutto questo ci sarà un altro grande evento dedicato al fitness e al wellness, ovvero il Trentino Wellness Expo, “dove le discipline dello sport e l’armonia del fitness, si incontrano con la creatività dello spettacolo.” L’Expo si troverà in Piazza Fiera nelle giornate di venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 e darà l’opportunità a tutti di vedere da vicino il mondo del fitness, con stand espositivi, spettacoli, possibilità di provare nuove discipline sportive.

Quindi, anche se è solo lunedì, buon week end in movimento a tutti!!

Foto da: trentorunningfestival.it

martedì 1 aprile 2014

10 comandamenti per i genitori dei piccoli atleti


Entrando in una palestra, pochi giorni fa, ho notato un cartello sulla bacheca degli annunci; riportava queste dieci regolette* per i genitori degli atleti della palestra: 

  1. Non imporre le tue ambizioni a tuo figlio: ricorda che ogni bambino migliora e progredisce seguendo i suoi tempi, quindi non giudicare i progressi di tuo figlio confrontandolo con le prestazioni di altri atleti o con le tue aspettative.
  2. Sii di supporto a tuo figlio: c'è solo una domanda che devi porre a tuo figlio a fine allenamento o a fine gara: “Ti sei divertito?”; poiché se non si diverte non sarà motivato a partecipare.
  3. Non cercare di sostituire l'allenatore: il tuo lavoro è quello di dare amore incondizionato e supporto. Dì a tuo figlio quanto sei fiero di lui e lascia la parte tecnica all'allenatore.
  4. Dì solo cose positive durante le gare: devi essere incoraggiante e non criticare mai tuo figlio o il suo allenatore, perché entrambi sanno se e quando hanno commesso errori.
  5. Riconosci e rispetta le paure di tuo figlio: la prima gara può essere una situazione molto stressante ed è normale che il tuo bambino sia spaventato. Non sgridarlo e non sminuire i suoi sentimenti, assicuralo che l'allenatore non lo avrebbe fatto partecipare, se non lo ritenesse in grado. Ricordati anche che la maggior parte delle sue paure sono quelle che tu gli trasmetti.
  6. Non criticare gli accompagnatori: se non sei interessato o non hai il tempo per aiutare lo staff come volontario, non criticare chi sta facendo tutto il possibile per dare una mano.
  7. Stima l'allenatore di tuo figlio: il legame fra l'allenatore e l'atleta è speciale e contribuisce al successo e al divertimento del tuo bambino, quindi non criticare l'allenatore in sua presenza, perché lo ferirà.
  8. Sii leale e di supporto alla squadra: non è saggio continuare a spostare il bambino da una squadra all'altra, ogni team ha i suoi problemi, anche quelli in cui crescono campioni.
  9. Tuo figlio non deve avere come unico obiettivo quello di vincere: i campioni sono quelli che hanno saputo concentrarsi sull'allenamento, più che sul risultato. 
  10. Non aspettarti che tuo figlio diventi un atleta olimpico: pensa a quanti atleti che praticano lo sport di tuo figlio ci sono in Italia, e a quanti posti sono disponibili ogni 4 anni: le possibilità reali che tuo figlio diventi un atleta olimpico sono lo 0,00...%. Fare sport è molto più delle Olimpiadi, aiuta a crescere persone oneste e civili, proprio come tu vorresti tuo figlio, quindi sii contento anche solo del fatto che voglia cimentarsi nello sport.
E voi? Come vi comportate nei confronti del vostro piccolo atleta?
E gli allenatori, cosa ne pensano dell'atteggiamento dei genitori dei loro allievi?

*Liberamente tratto e tradotto da “10 commandments for swimming parentsdi Rose Snyder, Managing Director Coaching Division, USOC Former Director of Club Services, USA Swimming (a sua volta adattato da Ed Clendaniel's,”10 Commandments for Little League Parents”)

Immagine: Google immagini