Visualizzazione post con etichetta Attenzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Attenzione. Mostra tutti i post

domenica 18 settembre 2016

Nuove date del percorso "Mi dedico un momento"

Così come le scuole, anche i percorsi "Mi dedico un momento" sono ricominciati la settimana scorsa con 4 splendide persone che hanno deciso di farsi un regalo e, soprattutto, hanno scelto di volersi bene

Se anche tu pensi di meritare un momento tutto per te, una dolce coccola o se vuoi imparare a gestire lo stress in maniera efficace e del tutto naturale, le prossime date previste per il percorso sono:

- martedì 4 ottobre
- martedì 11 ottobre
- martedì 18 ottobre

Da quest'anno è possibile iscriversi al percorso di 3 incontri o a quello di 6 incontri (ad un prezzo più conveniente). 

Alcuni motivi per imparare le tecniche di benessere e rilassamento?

- aumento della consapevolezza corporea
- riduzione della pressione arteriosa
- migliore gestione dell'ansia e dello stress
- maggiore capacità di concentrazione
- aumento del livello di energia e vitalità
- ...

Per maggiori informazioni puoi chiamarmi, scrivermi o seguire l'evento su Facebook.

martedì 9 agosto 2016

Né prima né dopo...ORA!

"Ho pensato, me ne mancano solo quattro e ho vinto le Olimpiadi. Ed ho sbagliato, perché dovevo pensare ad una stoccata alla volta."


Sono queste le parole di Rossella Fiamingo alla fine della sua gara, conclusa comunque con un meraviglioso e dignitosissimo argento olimpico.

In un percorso di allenamento mentale si punta molto a far apprendere agli atleti l’importanza di essere e stare sul momento presente, nel qui e ora della gara o dell’allenamento. Mente e corpo, lo sappiamo, si influenzano a vicenda e, in determinati momenti, è necessario che parlino lo stesso linguaggio, che siano entrambi sincronizzati su un’unica dimensione temporale, quella, appunto, del presente.

Individuare ed allenare gli stili attentivi e la concentrazione, di cui ho parlato nell’ultimo articolo, è il punto di partenza per imparare a vivere il presente in maniera vigile e consapevole, evitando che la mente si perda in giudizi, interpretazioni o pensieri sul futuro (come nel caso di Rossella) che la portano lontano dal momento presente.

giovedì 21 luglio 2016

"Adesso concentrati!"

Attenzione e concentrazione sono due abilità mentali molto importanti nello sport e, spesso, sono anche quelle che danno maggiori problemi. Fortunatamente sono due aspetti su cui si può lavorare.

Nello specifico ogni atleta dovrebbe imparare 3 cose: 1. a cosa prestare attenzione (quali stimoli, interni od esterni), 2. quando essere attento (in quali momenti della prestazione) e 3. come mantenere alta la concentrazione anche nei frangenti più critici. In altre parole, bisogna imparare a dirigere e calibrare la propria attenzione.

Lo studioso R. Nideffer ha sviluppato un modello che individua 4 diversi stili attentivi, che si distinguono in base alla direzione verso cui va la nostra attenzione (interna o esterna) e all’ampiezza del nostro focus (quantità di informazioni). Qui sotto vi riporto, in maniera semplificata, il modello.


Ogni sport necessità stili attentivi differenti e, all’interno della stessa disciplina, possono esserci momenti che ne richiedono uno e momenti che ne richiedono un altro.

Un esempio che chiarisce questa necessità di passare da uno stile all’altro lo possiamo trovare nel gioco del calcio. Durante un rigore la mia attenzione sarà ristretta, sia interna (ripetizione mentale del colpo che voglio tirare), sia esterna (osservazione del portiere), ma quando dovrò fare una rimessa laterale la mia attenzione sarà probabilmente molto più ampia, alla ricerca della direzione ideale in cui mandare la palla.

Conoscere quali sono gli stili attentivi necessari nel proprio sport e imparare ad usarli nel momento giusto è il modo migliore per riuscire a realizzare una prestazione di alto livello e funziona sicuramente molto di più del “Concentrati!” utilizzato da molti atleti e da molti allenatori.

martedì 12 luglio 2016

Le 4 abilità che ogni sportivo dovrebbe possedere

Ogni sport possiede caratteristiche peculiari e specifiche, che richiedono abilità fisiche, tecniche e mentali differenti. Ci sono però 4 abilità mentali che sono rilevanti in tutti gli sport e che aiutano l’atleta (di qualsiasi livello) a dare il meglio di sé, sia in allenamento che in gara. 

Queste abilità sono:

1.  Il rilassamento
4.  L’imparare dalla propria esperienza

Il rilassamento è uno strumento che, se appreso in maniera corretta attraverso l’allenamento quotidiano, aiuta ad aumentare la consapevolezza e l’autocontrollo, migliorando attenzione e concentrazione. Il rilassamento inoltre, grazie al fatto che induce una condizione di calma, permette di recuperare energia fisica e mentale.

L’immaginazione mentale consiste nella ripetizione mentale, con immagini vivide, precise e a velocità reale, della propria prestazione senza eseguirla nel qui e ora. Questa abilità può essere utilizzata in vari contesti e con funzioni differenti: per esempio aiuta a creare una condizione pre-gara di prontezza, a concentrarsi sugli aspetti più significativi della prestazione e porta ad un incremento della motivazione.

Il dialogo con se stessi è una costante a cui non possiamo rinunciare, ma sta a noi rendere questo dialogo il più funzionale possibile. Infatti quello che pensiamo e quello che ci diciamo durante gli allenamenti e le gare influisce sulla nostra prestazione e la dirige.

Con imparare dall’esperienza si intende la capacità di valutare oggettivamente le proprie prestazioni, in modo tale da diventare consapevoli di quali sono i loro punti di forza e quelli di debolezza, influendo sulle prestazioni successive.

Per approfondimento:
“Allenarsi per vincere” di A. Cei (2011, Calzetti e Mariucci Editori)

venerdì 8 gennaio 2016

Aumentare il senso di autoefficacia: un esercizio pratico

Qualche settimana fa abbiamo parlato del senso di autoefficacia e dei fattori che lo influenzano. Come già dicevamo non è un tratto stabile e immodificabile della nostra personalità ed è quindi possibile incrementarlo e sfruttarlo a nostro favore.

In molti atleti che ho seguito, ho notato che durante i racconti di allenamenti e gare la tendenza era quella a sottolineare e ricordare molto di più gli errori fatti rispetto a ciò che era andato bene.

Essere consapevoli dei propri errori, che siano tecnici o tattici, è il punto di partenza per un percorso di miglioramento; essi fanno parte del processo di apprendimento e come tali devono essere capiti e superati, trovando strategie e tattiche nuove.

Ciò non toglie, però, che anche il nostro senso di autoefficacia e la nostra autostima hanno un costante bisogno di essere rinforzati e, sicuramente, non lo si fa sottolineando ciò che è andato male.

Per questo motivo ho creato un semplice esercizio che ho proposto ai miei atleti e che li ha aiutati a focalizzare maggiormente l’attenzione sulle cose positive delle loro prestazioni sportive.

In cosa consiste? Si tratta di una tabella in cui segnare, dopo ogni allenamento “3 cose ok”: 3 aspetti che sono andati bene, 3 cose per cui si è fieri, 3 aspetti positivi di quella giornata sportiva.

In questo modo l’atleta si rende consapevole, non solo degli errori, che ricordiamo anche troppo facilmente, ma anche di quelli che possono diventare i suoi punti di forza, le sue risorse.

Foto: google immagini

mercoledì 30 dicembre 2015

Chi vuole iniziare il 2016 alla grande?

Il 2015 è ormai agli sgoccioli e, come ogni anno, si tirano le somme dell’anno passato, ma, soprattutto, ci si riempie la testa di buoni propositi. Ma poi…quanti di questi vengono realizzati?
Da gennaio mi metto in riga con il cibo
Da gennaio comincio a muovermi di più…
Da gennaio fumo di meno…
Da gennaio dedico più tempo alla mia famiglia
E a febbraio? Stiamo ancora mantenendo le nostre promesse? Probabilmente NO! E il motivo è semplice, il nostro cervello ha bisogno di una direzione e di una meta precise, ha bisogno di sapere in che modo e con che mezzi posso raggiungerla. In poche parole, abbiamo bisogno di porci degli obiettivi mirati.
Come? Ti propongo un giochino! Non ti porterà via più di 5-10 minuti!
Prendi carta e penna o apri le note del tuo cellulare o del tuo tablet (qualsiasi cosa tu abbia a portata di mano) e scrivi questo elenco:
1.  Cosa
2.  Quando
3.  Perché
4.  Come
5.  Con cosa
6.  Con chi
Ed ora vediamo cosa scriverci vicino:
1.  Cosa: scrivi una cosa che vorresti modificare, un’abitudine che vorresti prendere, un obiettivo che ti piacerebbe raggiungere. Per farlo riguarda la tecnica SMART, ti può aiutare ad essere più preciso e quindi a rendere il tutto più efficace;
2.  Quando: entro quando vuoi raggiungere il tuo obiettivo, datti una scadenza, solo in questo modo potrai organizzare il tuo percorso fino alla meta. Ti faccio un esempio: quanto è difficile studiare per un esame finché non si sa la data dell’esame stesso?
3.  Perché: metti nero su bianco il perché questa meta è così importante per te, che valore ha e qual è la “ricompensa” nel raggiungerla, cosa potrebbe cambiare nella tua vita quotidiana;
4.  Come: e qua viene il bello…quali sono le azioni concrete che devi fare per avvicinarti al tuo obiettivo? Cosa puoi fare da oggi, da adesso per fare un passettino in avanti verso quello che vuoi raggiungere? Fai un elenco di piccole azioni che potresti fare oggi e tutti i giorni;
5.  Con cosa: quali sono le caratteristiche tue personali che ti possono aiutare in questo? Perseveranza, tenacia, testardaggine, gentilezza, capacità di relazionarsi con gli altri, positività…;
6.  Con chi: c’è qualcuno che potrebbe essere un tuo alleato? Che può aiutarti a “stare in riga”? Scrivilo qui e non avere paura di chiedere il suo aiuto.
FATTO!! Certo, lo ammetto, non è un gioco semplicissimo, ma nemmeno la vita lo è e questo piccolo esercizio ti aiuterà ad affrontarla con un’ottica diversa, ad iniziare l’anno con una marcia in più. Se hai più obiettivi o propositi compila più elenchi, ma non dimenticarti che la nostra mente fa fatica a concentrarsi su molte aspetti diversi, quindi in questo caso vale il detto “pochi, ma buoni” e nulla vieta di porsi nuovi obiettivi durante il corso dell’anno!
BUON 2016 A TUTTI!!

domenica 20 dicembre 2015

Esperienza di rilassamento ed ecopsicologia a Levico

L’AssociazioneOttimaMente, di cui faccio parte come volontaria, propone un’interessante attività da fare durante le vacanze di Natale, realizzata in collaborazione con l’APT della Valsugana e l’AssociazioneLevico…in Famiglia.
Attraverso 6 incontri (frequentabili singolarmente) cercheremo di dare un breve quadro teorico generale dei rapporti tra natura e psiche, il tutto come introduzione alle attività esperienziali di rilassamento ed ecopsicologia.
L’allentamento delle tensioni, il rilassamento e l’introspezione  verranno raggiunti attraverso continui riferimenti all’ambiente naturale. La riflessione in gruppo sarà, invece, lo strumento fondamentale per elaborare il vissuto emotivo sperimentato.
Gli incontri si svolgeranno nelle seguenti giornate:
28-29-30 dicembre 2015
4-5-6 gennaio 2016
con orario 9.30 – 11.30
presso l’Associazione “Levico… in famiglia” in via Sluca de Matteoni 8 (ex Scuole Medie) a Levico Terme (TN)
Il costo di partecipazione ad ogni incontro è di 10€ a cui vanno aggiunti 5€ di quota associativa.
Per maggiori informazioni e per prenotazioni:
Dott.ssa Paola Bertotti Tel. 349 1439206
Dott.ssa Serena Costa Tel. 333 1029274

martedì 1 dicembre 2015

Percorsi di rilassamento: nuovo servizio in partenza!

 “Il momento giusto per rilassarsi è quando non hai tempo per farlo.”

Diceva bene il giornalista australiano Sydney J. Harris, che aveva probabilmente capito che trovare del tempo per se stessi deve essere una priorità e non una cosa che facciamo quando non abbiamo altro da fare.

Imparare a rilassarsi non significa solo avere uno strumento pratico per gestire momenti difficili, quali periodi di ansia e stress eccessivi, ma anche imparare a dedicare alcuni minuti della giornata a se stessi e al proprio benessere.

Apprendere tecniche di respiro e di rilassamento, permette inoltre di incrementare alcune abilità mentali, quali concentrazione e memoria, di aumentare la propria consapevolezza e il proprio livello di energia e vitalità e, a livello fisico, di ridurre i livelli di pressione sanguigna.

Nasce quindi un nuovo servizio targato Sport Mind:

MI DEDICO UN MOMENTO:
percorso di rilassamento per imparare a gestire ansia e stress in modo naturale

Un percorso di tre incontri rivolto a piccoli gruppi (3 – 5 persone) che dà la possibilità di acquisire alcune tecniche di benessere, utilizzabili poi in autonomia e anche con poco tempo a disposizione.

Percorsi in partenza ogni mese…prenota il tuo posto al più presto!

Per maggiori info e per prenotazioni vi invito a contattarmi:
tel. 349/1439206
mail: paolabertotti@gmail.com

martedì 20 ottobre 2015

Il miglio quotidiano

Ricorda una preghiera, ma in realtà “il miglio quotidiano” si riferisce ad una innovativa e, a mio parere, geniale iniziativa presa da una scuola scozzese nella città di Stirling.

Quando i bambini della St. Ninians primary school sentono le parole “daily mile” (il miglio quotidiano), appoggiano le penne, chiudono i quaderni ed escono in giardino per percorrere, a piedi o di corsa, un miglio (poco più di un chilometro e mezzo). Il segnale viene dato casualmente nell’arco della giornata e i bambini sembrano felici di poter “staccare” anche solo per pochi minuti. Solo il ghiaccio o una forte pioggia fermano il miglio quotidiano.

Da tre anni e mezzo gli alunni di questa scuola corrono o camminano per un miglio al giorno e questo, non solo permette a tutti di fare del movimento, ma ha migliorato la condotta e la concentrazione durante le lezioni. In un paese dove l'obesità infantile è in continua crescita, alla St. Ninians nessun bambino è in sovrappeso.

I benefici di tale abitudine per ora sono stati constatati solo dall’osservazione degli insegnanti, ma l’Università di Stirling ha avviato uno studio comparativo per mettere in evidenza i benefici fisici, cognitivi ed emozionali del “daily mile”.

E se fosse di portare questa abitudine nelle nostre scuole?

Articolo originale su: The Guardian

Foto: theguardian.com

martedì 13 ottobre 2015

Attività motoria e...disgrafia

Vorrei parlarvi oggi di un interessante e innovativo progetto di ricerca svolto presso l’Università degli Studi di Genova, che ha come scopo intervenire in maniera mirata, da un lato per il recupero dei disturbi della scrittura (disgrafia), dall’altro per cercare di prevenire l’insorgenza delle difficoltà che questi disturbi possono creare nei bambini che frequentano la scuola primaria. Si pensa che agire a livello motorio possa avere l’effetto di educare alla salute, agendo sull’individuo nella sua totalità e sviluppando insieme capacità fisiche, mentali e sociali.

Inoltre i bambini affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) confondono spesso la destra con la sinistra, hanno rigidità muscolare, scarsa coordinazione, tempi di esecuzione lunghi e difficoltà a mantenere la concentrazione.

Il lavoro principale svolto in questa ricerca consisteva nel far svolgere ai bambini (gruppo sperimentale) esercizi di attività motoria per potenziare le capacità di coordinazione generale, coordinazione oculo-manuale, lateralità (conoscenza dei lati destro e sinistro del corpo), percezione spazio-temporale e direzionalità (discriminazione laterale dello spazio).

I dati mostrano come il protocollo utilizzato nella ricerca aiuti a sviluppare capacità coordinative, come percezione spaziale, direzionalità e coordinazione oculo-manuale, permettendo ai bambini di migliorare rispetto ai coetanei che non hanno svolto lo stesso programma di lavoro (gruppo di controllo). Inoltre è stato visto come i bambini affetti da disgrafia siano migliorati notevolmente.

Questo studio ci aiuta, quindi, a capire come l’attività motoria (se pianificata e strutturata) possa essere di fondamentale importanza non solo nel favorire lo sviluppo psicofisico del bambino, ma anche nell’apportare benefici per gli alunni affetti da disgrafia.


Per una lettura completa della ricerca: “Disgrafia e attività motoria nell’età della scuola primaria” di D. Senarega, E. Restani, V. Palombo in Il Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, n.20, pagg.39-45

Foto: Google Immagini


martedì 15 settembre 2015

Analisi di una partita che ha dell'incredibile

Alzi la mano chi lo scorso week end non si è sentito orgoglioso di essere italiano! Basket, ginnastica ritmica, ciclismo, tennis…in Italia abbiamo un sacco di problemi, ma lo sport è capace di darci ancora grandi soddisfazioni.

Due italiane in finale agli US Open, direi una cosa più unica che rara, come si suol dire. Ma l’ultima partita è quasi passata in secondo piano, perché il match che tutti ricorderanno sarà quello di Roberta Vinci e Serena Williams.

Penso che se la psicologia dello sport fosse una partita, sarebbe proprio quella semifinale. Giocata più di testa che di fisico. E ce lo conferma Roberta nelle numerose interviste che sono seguite alla mitica impresa. Gli scommettitori la davano 300 a 1 e lei dice sorridendo: “Spero di aver arricchito qualcuno che ha creduto in me”.

Ma la prima ad aver fiducia in se stessa è stata proprio lei, ha portato in campo tutta la sua forza mentale, è entrata in stato di flow e ha raggiunto la sua peak performance. Dopo la partita le sue parole sono queste: “Dentro di me mi dicevo: pensa a buttare la pallina dall’altra parte. Prova a buttarle tutte, e non pensare che dall’altro lato del campo c’è Serena. E corri. Hai presente? Butta la palla di là e corri, non fermarti a pensare. E così ho vinto”.

Anche se il dialogo interno, a mio parere, può essere migliorato, il suo obiettivo era quello di giocare al meglio il match, dare tutto quello che poteva, non risparmiarsi; al contrario della sua avversaria, che forse ha dato un po’ troppo per scontato il risultato, è riuscita a concentrarsi su di sé, consapevole delle sue capacità e anche dei suoi punti deboli.

Nonostante il primo set perso è riuscita a rimanere focalizzata e ha preso forza dal nervosismo di Serena, che, come noto, fatica a gestire la rabbia e la frustrazione.

Riassumendo:

-    Obiettivi di prestazione prima di quelli di risultato
-    Ottima gestione dell’ansia e del nervosismo: “In queste partite conta moltissimo il controllo. Sono stata brava a non demoralizzarmi in determinati momenti.” 
-    Focus interno e alti livelli di concentrazione: “Ho perso il primo set, ma sono rimasta agganciata in ogni punto.”
-    Attenzione al presente: ”Mi ripetevo di non pensare a niente e di continuare a giocare punto per punto, come fosse una partita come un'altra.”
-    Divertimento: “Mi dicevo anche stai calma, sii felice, prenditi tutte le emozioni positive del caso e vai avanti.”

Grande Roberta e grandissimi tutti gli sportivi che stanno regalando emozioni all’Italia!



Foto: Gazzetta dello sport, Federazione Ginnastica d'Italia